Allegorie

“Perros” del 1969 inaugura una nuova rotta nell’itinerario artistico di Mensa, abbandonata ormai l’analisi critica della realtà esterna e sociale a beneficio di un’analisi critica della realtà interiore e individuale. Per la prima volta entra in scena “il volto-maschera”, simbolo chiave nell’opera dell’artista che invertendone il significato, trasforma l’apparenza in realtà. Allegorie o metafore sulla condizione umana inserita in un’atmosfera d’oppressione e di deliberata violenza, che pretende ricreare il clima opaco che ha pervaso la civiltà occidentale. Gli anni Settanta per Mensa comportano l’incontro con un linguaggio proprio e la sua diffusione, soprattutto in Italia. Tuttavia è anche l’epoca in cui la sua opera suscita un crescente interesse tra il pubblico e i critici d’arte.

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